Prossima fermata: analogico

L’articolo che segue è stato scritto da Maria Pia Ruggiero studentessa all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il suo sogno nel cassetto: lavorare nel cinema alla direzione della fotografia.

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PROSSIMA FERMATA: ANALOGICO

Non c’è nulla da fare.
L’universo analogico è una realtà che tutti dovremmo visitare.
È un mondo che ora ci sembra tanto lontano, tanto difficile da raggiungere, ma basta un po’ di passione e voglia di fare per potervici approdare.
A me, ad esempio, è bastato prendere un treno.
Ad Aversa ho scoperto un piccolo grande paradiso di creatività: “Artigianato Fotografico”.
Il nome la dice già lunga. È un luogo d’ispirazione, sia perché è immerso in un tranquillo cortile profumato di glicine, sia per le attività che si svolgono all’interno.
È uno spazio aperto alla pratica dell’arte fotografica, partendo dalle sue radici, con una camera oscura attiva.
Sono arrivata con un rullino che avevo già sviluppato nel bagno di casa e il mio obiettivo era di riuscire ad ottenere almeno una stampa discreta. Grazie a Tonia e Salvatore ci sono riuscita. Prima avevo solo letto manuali o visto video, ma poter ottenere risultati concreti con le proprie mani è estremamente soddisfacente.
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I primi provini erano tutti troppo velati, sovraesposti o sottoesposti, ma dopo vari accorgimenti finalmente sono riuscita ad ottenere la foto che volevo.
“Il tempo è poesia” c’è scritto sulla porta della camera oscura e quanto è vero. Passare il tempo lì e veder apparire pian piano l’immagine sotto una luce rossa è poesia. Non vorresti più uscire. Infatti sono rimasta molto più del previsto.

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Ma tra una polpetta e l’altra, gentilmente offerte dalla mamma di Tonia, ho potuto fare svariate stampe. Non si impara soltanto ad osservare, ma anche ad ascoltare le lancette che scandiscono i minuti dell’esposizione o dello sviluppo. Si impara a capire quanta dedizione ci vuole per ottenere il giusto risultato. È questo che si faceva in passato, ma è questo che dovremmo fare ancora oggi. Non facciamoci ammaliare dalla velocità del digitale. Ritagliamoci un po’ di tempo per capire. Con l’analogico si impara a conoscere davvero la fotografia.
Ringrazio ancora Tonia e Salvatore per avermi dato la possibilità di immergermi in questo magnifico universo.