La Fotografia Analogica non è morta.

Fotografia Analogica

Negli ultimi anni stiamo vivendo un ritorno a quello che era il mondo prima di internet,
di come eravamo prima che il grande fratello ci ingoiasse.
Ritorno al “vintage” quindi, ecco i vecchi dischi in vinile che ritornano nelle case, i telefoni con la ruota (anche se non funzionano), il retro-gaming e i mercatini dell’usato.

Anche la fotografia sta attraversando questa fase di ritorno al passato e diversi produttori , ormai, stanno riproponendo fotocamere analogiche per tenere il passo con le tendenze del mercato e come direbbero i Pink Floyd “…riding the gravy train” (cavalcare la tigre).

#filmisnotdead

Bisogna precisare che in realtà la pellicola non è mai morta anzi, gode di ottima salute al punto che sul più importante social dedicato alle foto, Instagram, è presente un hashtag dedicato alla fotografia analogica.
Una community che si muove in direzione contraria dando vita ad un canale parallelo nel mondo della fotografia.

filmisnotdead

Cos’è la fotografia analogica? 

Chi si dedica alla fotografia, andando oltre i selfie con la bocca a cuoricino, sa bene che un po’ di competenze tecniche sono necessarie, fosse anche solo per vantarsi con gli amici al bar.
Non c’è bisogno di risalire al 1827 quando Louis Jacques Mandé Daguerre, realizzò il primo Daguerreotype per saperne di più.

La Reflex
La “moderna fotografia analogica” nasce con la Reflex prodotta dalla Zenit nel 1952 e successivamente ampliata e modificata dalla giapponese Nikon e da altre gloriose case costruttrici come la Asahi Pentax, Leica e Canon.
Ok, ma in parole povere?
Queste macchine fotografiche usano le pellicole, cioè un supporto di origine chimica, utilizzato, da più di 100 anni per imprimere immagini.
(In un successivo articolo parleremo meglio di come funziona questo processo).
Dite addio al “chimping”.
Questo vuol dire che non abbiamo uno schermo sul quale poter controllare come è avvenuto lo scatto e quindi dobbiamo fidarci di noi nella scelta dell’ambiente, del soggetto e delle luci. E soprattutto aspettare lo sviluppo del rullino per poter vedere il risultato ottenuto.

L’Iso?
Questi parametri non possono essere modificati durante un set fotografico in quanto saranno tipici della pellicola scelta, pertanto un fotografo analogico dovrà portare 3 o 4 fotocamere caricate con pellicole di diverso tipo.

Ma quanto costa?
Molto meno di quanto possiate immaginare. Il ritorno al vintage ha fatto in modo che molti produttori abbiano rimesso in commercio fotocamere analogiche e pellicole a prezzi accessibili  e sono facilmente reperibili sui principali canali di vendita. Tuttavia noi consigliamo di rivolgersi a centri che mettono a disposizione la loro esperienza. Chi si avvicina adesso a questo mondo rischierebbe di fare acquisti errati e pregiudicare la soddisfazione di riuscire ad ottenere dei buoni risultati.

Se hai bisogno di consigli o hai domande da fare contattaci, siamo a tua disposizione.

E lo sviluppo?
In effetti la domanda che nasce spontanea è come portare a casa la fotografia.
Sviluppare una pellicola è semplice e anche divertente ma avete bisogno del materiale e di una “Camera Oscura”.
E dove la trovo?
Diversi fotografi se la fanno da soli, magari nel bagno di casa, ma chi non ha la possibilità può rivolgersi a centri che mettono a disposizione le loro strutture.

Sembra fatto a posta ma Artigianato Fotografico fa proprio questo.

Perché dovrei farlo?

Non perché ve lo ha ordinato il medico ma potrebbe essere un modo per passare un po’ di tempo lontano da un computer, lasciare da parte i pensieri e i problemi che quotidianamente siamo costretti ad affrontare e ritagliare un po’ di tempo per se stessi.
Per fotografare con la pellicola bisogna dedicare del tempo a preparare la scena, pensare a come utilizzare le luci e ad essere meno superficiali o distratti.
In camera oscura potete mettere musica di sottofondo e chiudere il mondo fuori.

Artigianato Fotografico nasce proprio con l’intento di riavvicinare il mondo della fotografia a chi, ormai preso da mille pensieri, sta cercando di ritrovare una passione ormai sopita.

Tanti sono gli appassionati che hanno appeso le fotocamere al chiodo, disillusi, annoiati, privi di stimoli. La vita, come una pianta, ha bisogno di essere sempre curata, stimolata. Allo stesso tempo la passione per fermare un’immagine ha necessità di essere concime e di acqua.

Non lasciate appassire la pianta, non lasciate morire la vostra passione.

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