Annie Leibovitz: Attraverso la Lente

Ci sono fotografie nelle quali il rapporto che lega il modello e il fotografo è così stretto da sembrare quasi un’unica entità.

Pochi sono i ritrattisti capaci di una simile simbiosi e Anne Leibovitz è una di questi. Forse la più brava, forse la migliore.

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La Leibovitz ha un passato prestigioso per la sua collaborazione con riviste di pregio come Rolling Stone, per la quale ha realizzato servizi fotografici dal 1970 al 1983. E’ stata in tour con i Rolling Stones di Mick Jagger e Keith Richards, è stata fotografa per Vanity Fair e ha siglato con il suo nome numerose campagne pubblicitarie per tantissimi marchi.

Il suo nome per più di vent’anni è accostato a quelli dei suoi modelli, e sono nomi rimbombanti, quasi assordanti come la Regina Elisabetta, la famiglia Obama ma non solo.

La sua è una vita senza freni, senza badare a spesa al punto di ritrovarsi in dissesto economico ma non artistico, continua a fotografare senza sosta, su commissione – come lei stessa afferma- ma con il suo talento e il suo modo di mettere a nudo le persone.

John Lennon

Sicuramente il suo scatto più emblematico, quasi profetico e se vogliamo, maledetto è quello fatto a John Lennon la mattina del 8 Dicembre 1970. Lennon nudo che abbraccia, in posizione fetale, Yoko Ono vestita. Una foto di grande effetto come quelle tipiche del suo stile, ma con maggiore impatto sociale perché quello fu l’ultimo scatto di Lennon che fu ucciso il pomeriggio dello stesso giorno.

John-Lennon-Annie-Leibovitz

Bruce Springsteen

La Leibovitz lega il suo nome a quello di un altro personaggio illustre del mondo della musica. Suoi sono gli scatti per le copertine e le foto promozionali di Bruce Springsteen.
Materiale utilizzato per le cover di dischi storici come Darkness on the Edge of Town, The River, Born in the USA e Tunnel of Love sono un elemento fondamentale nel curriculum di questa artista dell’obiettivo.

Bruce-Springsteen-Born-in-the-Usa-Annie-Leibovitz

Demi Moore

E’ stata lei la prima a posare nuda con il pancione nel 1991.
Uno degli scatti più estremi di Annie Lebovitz, utilizzato per la copertina di Vanity Fair di quell’anno.

Demi moore - Vanity Fair 1991 - Annie Leibovitz

 

«La mia è una vita sola, il lavoro svolto su commissione e le fotografie personali ne fanno parte allo stesso modo».

Life Through A Lens

È il documentario a lei dedicato, un viaggio a ritroso nella sua vita e nelle sue fotografie. Un documento che racconta la sua forza creativa e le sue capacità di ritrarre le persone.

“Quando dico che voglio fotografare qualcuno, significa, in realtà, che vorrei conoscere qualcuno, consultarne la personalità. Per realizzare il miglior scatto possibile devo calarmi nel contesto, nella situazione. La fotografia perfetta immortala ciò che ti circonda, un mondo di cui divieni parte”

 

La fotografia ritrattista

Anne Leibovitz è senza dubbio una delle massime esponenti della fotografia ritrattistica. Uno stile che va ben oltre i tecnicismi e che punta a tirare fuori dai soggetti quelle espressioni capaci di tramettere uno stato d’animo nascosto ad uno sguardo superficiale.
Questa “fiducia” che il soggetto ripone nel fotografo è una alchimìa che difficilmente trova una spiegazione. E’ il risultato di esperienza, ma anche di una confidenza e una complicità che nasce in modo spontaneo. E’ un rapporto umano e non professionale.

Per fare un ritratto occorre entrare in sintonia con il modello. Dovrà mettere fuori il suo mondo interiore e, in quel preciso momento, il fotografo dovrà scattare.