The dreamhertz ospita i miei laboratori di camera oscura

Il 17 settembre Impronte ha fatto tappa a Cuma, negli spazi di The Dreamhertz, un’associazione di promozione sociale, dedicata ad attività culturali, creative, esperienziali e di benessere.

Sette persone, una camera oscura montata per una sera e un laboratorio dedicato ai fotogrammi.

Ma prima di accendere le luci rosse, ci siamo seduti intorno a un tavolo, Riccardo e Luisa ci hanno accolti con un aperitivo.

Impronte nasce dalla voglia di portare la fotografia analogica fuori da un luogo fisso.

The dreamhertz è uno spazio con un’energia speciale.

Il laboratorio del 17 settembre era dedicato ai fotogrammi: immagini ottenute senza utilizzare una macchina fotografica, mettendo direttamente degli oggetti sulla carta fotosensibile e lasciando che fosse la luce a disegnarne la traccia.

Prima di cominciare abbiamo parlato degli strumenti della camera oscura, della carta fotosensibile e di quello che succede quando la luce incontra la sua superficie.

Poi abbiamo spento la luce bianca.

E da quel momento la teoria ha lasciato spazio alle mani.

Una delle cose che mi piace di questi incontri è che la camera oscura non rimane mai soltanto un luogo dove imparare una tecnica.

Si fanno domande, si prova, si sbaglia, si ricomincia e si ride.

Anche perché, evidentemente, non sono capace di fare un laboratorio senza fare qualche battuta.

Sette persone, sette modi diversi di guardare, provare e costruire un’immagine.

Ognuno è entrato nella camera oscura con la propria curiosità e, passo dopo passo, ha iniziato a prendere confidenza con la luce, la carta e gli strumenti.

È questo che mi piace di Impronte: mettere le mani nelle cose, sperimentare e vedere cosa succede.

Sono sempre grata a chi sceglie di passare con me il suo tempo.

Grazie a Riccardo e Luisa di The Dreamhertz per averci accolti.

Siamo stati così bene che il laboratorio replica e ci rivediamo il 23 ottobre 2026.

Puoi partecipare da sola o con le tue amiche, i tuoi amici.

Puoi contattare me o Riccardo e Luisa.

le foto di questo articolo sono di Rossella Cassese

Tonia Capriello
toniacapriello@gmail.com

Sono fotografa artigiana. Uso la fotografia come strumento di incontro, memoria e narrazione. Porto in giro la camera oscura, progetto laboratori e racconto la cultura dell’immagine.