Ogni giorno lavoro con le immagini, ma a un certo punto mi sono chiesta: quando abbiamo smesso di guardarci davvero intorno?
Produciamo migliaia di fotografie eppure quante immagini ci attraversano per davvero?

Un modo per riportare la fotografia analogica al suo gesto più umano, fatto di esperienze, attesa, di mani e di presenza.
Ti propongo laboratori in cui si crea con le mani, esperienze in camera oscura e racconti dedicati alla cultura dell’immagine.
La fotografia è il mezzo: quello che ti offro è tempo, presenza e attenzione, lontano dalla fretta e dagli schermi dei nostri dispositivi.
Nasce con uno scopo comunitario: portare la camera oscura dove le persone si incontrano, scuole, festival, eventi, associazioni e restituire valore al tempo, all’osservazione e alla materia fotografica.
Un bambino scopre come nasce una fotografia, un adulto per mezz’ora dimentica il telefono, un gruppo vive qualcosa insieme invece di consumare contenuti separatamente.
Per me la fotografia è una traccia che resiste al tempo, ben oltre lo scorrere veloce di uno schermo.
Per questo accompagno le persone a rallentare, osservare e capire come nasce un’immagine perché guardare, come creare, è un gesto che si può imparare di nuovo.
